
In epoca preromana, poi, significativa la presenza del popolo etrusco sia a Pontecagnano che a Fratte, luogo del ritrovamento di esempi di ceramica di lusso del tardo VI secolo a.C. e della prima metà del V secolo a.C. Nel corso di questo secolo la città passò sotto il dominio dei sanniti ed entrò nella sfera commerciale delle città greche. Con l'avanzata dei Romani nell'Italia meridionale, Irna, la località in zona Fratte, perse importanza mentre nacque, all'inizio del II sec. a.C. , ai piedi della collina Bonadies, la cittadina di Salernum, che si sviluppava intorno ad un ‘castrum’ romano presistente. Come testimonia Livio, il Senato Romano delibera di fondare cinque nuove colonie in Italia meridionale che assolvessero ad esigenze di carattere militare: tre anni dopo, nel 194 a. C., vennero inviati trecento uomini in ciascuna delle città di nuova fondazione: Puteoli, Volturnum, Liternum, Salernum e Bexentum. Salerno, quindi, diventa colonia marittima di diritto romano. I coloni che giunsero a Salernum determinarono il trasformarsi del castrum in un oppidum, in un centro abitato recinto da mura, e in esso si trasferì, per sentirsi protetta e difesa, gran parte della popolazione della campagna e di quella che già da alcuni secoli si era stabilita verso il porto dell’antica Irna, alla foce del fiume Irno.
La forma urbis di Salernum fu alquanto singolare e irregolare, occupando la colonia, come detto, un piccolo altopiano alle falde del colle Bonadies, quello che le fonti medievali ricorderanno come il plaium montis, il quartiere degli insediamenti monastici.
Per comprendere come si estendeva Salernum è giusto delineare l’estensione delle mura di cinta romane, alla base delle fortificazioni posteriori, specialmente di quella longobarda, che prevedevano come punto di partenza la zona dove ora sorge il Castello Arechi. Seguendo le ripidi pendici del monte, le mura sarebbero giunte presso la medievale Porta dei Respizzi (Via de Renzi), poi alla Porta di Ronca, all’estremità occidentale di via Tasso; avrebbero costeggiato poi il ciglio della scarpata a sud di via Tasso, fino ai gradoni della Madonna della Lama. Da questo punto sarebbero scese a costeggiare il lato superiore di Largo Campo, per poi dirigersi verso est, seguendo grosso modo l’allineamento via Dogana Vecchia, Via Mercanti, fino alla via delle Botteghelle. Da qui sarebbe iniziato il nuovo tratto ascendente della fortificazione, la quale avrebbe toccato le due porte ipotizzate per il lato orientale della città, cioè Porta Elina e Porta Rotese, dopo di che si sarebbe diretta su per la collina, fino a giungere di nuovo al Castello. All’interno l’organizzazione in cardini e decumani, tipica dei castrum romani. Il decumano massimo era l’attuale via Tasso, che si apriva nel Foro, probabilmente situato nell’area dell’attuale piazza Abate Conforti. Un secondo, minore, decumano correva parallelamente mentre con andamento quasi ortogonale erano due cardini corrispondenti alle attuali via dei Canali e via Duomo.

giovedì 11 agosto 2011
Salerno preromana e romana
a cura di Paola Pedullȧ